La storia dell’ASM Arzo Fu nel 1932 che il signor Ferdinando Bustelli, un cittadino di Arzo emigrato in America del Sud, esaudì i desideri dei ragazzi del luogo, donando loro un vasto appezzamento di terreno atto a praticare il gioco del calcio. Nello stesso anno fu costituita l’Associazione Sportiva della Montagna con l’obbiettivo di dedicarsi al gioco del calcio. I nostri giovanotti, armati di pala e rastrello, seppero sistemare ben presto il terreno da gioco per poi iniziare subito nello stesso anno il primo Campionato Ticinese. Purtroppo dopo pochi anni scoppiò la guerra, il campo sportivo venne anch’esso sacrificato al “Piano Wahlen” ed anziché porte e linee di demarcazione, vennero coltivate patate. Terminata però la mobilitazione, il calcio riprese i suoi diritti in quel di Arzo. Rinacque così la squadra dell’ASM Arzo. Come tutte le grandi società, anche i rosso-neri hanno la loro pagina di storia gloriosa e la conseguirono il 7 giugno 1954 CON LA VITTORIA DELLA COPPA TICINO Al termine di un’incandescente finalissima disputata al campo Marzio contro il FC Solduno (Risultato 1:0 dopo i tempi supplementari). Con ciò non vorremmo cancellare le altre affermazioni ottenute come la conquista della coppa disciplina (1935 e 1968) e le varie promozioni. Alcune tappe importanti della storia passata e attuale: 1969/1970 Relegazione Quarta Lega
Alcuni ricordi significativi di vecchie glorie della nostra società Guido Bustelli "Ricordo che il nostro primo pallone (che calciavamo, possibilmente di nascosto, su qualsiasi prato, finché il proprietario non ci scacciava), aveva la forma di un mappamondo,m cioè era leggermente piatto su due lati, sicché l’avevamo denominato “la cipolla”. Ma era tanta la passione che una volta abbiamo persino “fatto allenamento” sul ripido brusone del £San Giorgio. In quanto ai risultati, vittorie e sconfitte si alternavano, le prime tuttavia più sonanti delle seconde.
Franz Ceppi "Era Veramente un problema nel 1932 racimolare i soldi per l’acquisto dei primi palloni. Andavamo perciò presso le squadre superiori e per pochi franchi ne acquistavamo alcuni già usati. Il però che avevo una particolare predilezione per i tiri a rete desideravo tanto giocare una partita con un pallone nuovo di zecca. Un giorno ad Arzo capitarono due ricchi tristi in vacanza e mi diedero so spunto per una brillante idea. Sfruttando il mio tedesco, li avvicinai e ne strinsi amicizia prestandomi a far da guida durante il loro soggiorno nei nostri paraggi. Giunse così il giorno del loro rientro a Zurigo ed io, sapendone l’orario di partenza, escogitai un piano d’azione.
Mario Imperiali "Ricordo il 7 giugno 1954 come se fosse ieri. A quei tempi lavoravo a Zurigo ed il giorno della finalissima il treno che mi doveva portare a Lugano fatalmente era in ritardo. Giunse alle 2 e 19 e la partita iniziava alle due e trenta al Campo Marzio. Mi attendevano i dirigenti con alla testa l’allora presidente Osvaldo Galfetti che mi fece attraversare i binari, mi buttò in macchina e durante il tragitto mi vestì da capo a piedi alfine di poter iniziare subito la finale con i compagni. Immaginatevi che tensione e che fatica; comunque tutto finì in gloria con la meritata vittoria." |